Endometriosi: il mio “giorno zero” e perché tutte le donne dovrebbero conoscerla (anche se non ne soffrono)
28 marzo: Giornata Mondiale dell’Endometriosi – Il Mio “Giorno Zero”
Ricordo perfettamente il mio “giorno zero”, il momento in cui l’endometriosi ha fatto irruzione nella mia vita. Ovviamente non sapevo ancora che si chiamasse così, ma quel giorno capii che c’era qualcosa che non andava.
Avevo poco più di 20 anni e mi trovavo a Londra con un’amica per un weekend. Stavamo alloggiando in un ostello e dovevamo prendere un aereo all’alba.
Quella notte, però, il dolore mestruale che provai fu così intenso da farmi pensare che stavo per morire. Non avevo mai provato nulla di simile, e voglio dire, non ero alla mia prima mestruazione. Non riuscivo a camminare, fitte lancinanti mi paralizzavano. Dovevamo andare in aeroporto, ma io mi piegavo in due dal dolore. Rischiammo di perdere il nostro volo. La mia amica mi dovette letteralmente trascinare.
Da quel momento, la mia vita cambiò. Ogni mestruazione diventava sempre più dolorosa della precedente. Iniziai con forti dolori al basso ventre, poi vennero nausea, vomito, dolori alla gamba sinistra e persino svenimenti. I pellegrinaggi da un medico all’altro si moltiplicarono, le visite si susseguirono, seguite dalle prime eco transvaginali. Eppure, i medici continuavano a dirmi che non c’era nulla di grave. Non vedevano cisti, né fibromi, non trovavano niente. E se non c’era nulla, non credevano che i miei sintomi fossero reali. “Hai una soglia del dolore bassa”, mi dicevano. E nel frattempo, io stavo sempre peggio. Arrivai a dubitare di me stessa. Se loro dicevano che stavo bene, chi ero io per sostenere il contrario?
Anni dopo, finalmente, una dottoressa mi parlò di “sospetta endometriosi”. L’ecografia mostrava solo qualche piccola aderenza tra ovaio e utero, ma i sintomi che descrivevo la fecero riflettere su una possibile endometriosi. Non c’era nulla di certo, ma fu comunque un segnale positivo. Fu l’unica a notarlo. Fu l’unica a prescrivermi una terapia ormonale per cercare di alleviare il mio malessere. Cambiai diverse pillole prima di trovare quella giusta, e la situazione migliorò per qualche anno. Poi, però, i dolori tornarono, ma la dottoressa era andata in pensione, e io caddi di nuovo nel baratro. Per tutti gli altri medici, negli anni successivi, non avevo nulla. Ci sono voluti ben 15 anni per ottenere una diagnosi. 15 anni di sofferenza, di incertezze e, soprattutto, di quel costante sentirsi dire che tutto era “nella mia testa”.
Sono certa che alla fine ho ottenuto una risposta solo grazie al mio forte desiderio di diventare mamma. Quel sogno di maternità, quella motivazione che mi spingeva a cercare una soluzione, a non fermarmi di fronte agli ostacoli, mi ha spinta ad indagare le cause del mio malessere e della mia infertilità tramite un intervento laparoscopico. Se non fosse stato per quel desiderio profondo, probabilmente mi sarei fermata.
Non avrei mai scoperto che il mio problema aveva un nome: ENDOMETRIOSI.
Endometriosi: perché è importante conoscerla? 💛
1️⃣ Può colpire a qualsiasi età
L’endometriosi può manifestarsi già dall’adolescenza, ma può arrivare anche successivamente a 20 o 30 anni. Riconoscerla presto può fare la differenza.
2️⃣ Potrebbe riguardare una persona cara
Tua figlia, tua sorella, la tua nipote, la tua amica potrebbero soffrirne senza saperlo. Informarsi significa poterle aiutare a trovare risposte prima.
3️⃣ La diagnosi è spesso tardiva
In media, servono 7-10 anni per ottenere una diagnosi corretta. Molte donne vengono ignorate o sottovalutate, aumentando la sofferenza e le complicazioni.
4️⃣ Più consapevolezza, più ricerca
Parlarne significa abbattere il silenzio, smantellare i pregiudizi e chiedere più investimenti nella ricerca per migliorare diagnosi e trattamenti.
5️⃣ Non è solo un “ciclo doloroso”
L’endometriosi non è un semplice dolore mestruale. Può causare infiammazione cronica, affaticamento, problemi intestinali, vescicali, respiratori e complicazioni a livello di fertilità.
6️⃣ Può colpire diversi organi
Oltre alle ovaie, l’endometriosi può coinvolgere l’intestino, la vescica, i reni e persino il diaframma, il setto nasale o i polmoni, causando sintomi spesso confusi con altre patologie.
7️⃣ Influisce sulla qualità della vita
Chi soffre di endometriosi può avere difficoltà nel lavoro, nelle relazioni e nella vita quotidiana a causa del dolore cronico e della stanchezza. Il supporto e la comprensione sono essenziali.
8️⃣ Ogni donna merita di essere ascoltata
Troppo spesso i sintomi vengono sminuiti o ignorati. Dare voce alle donne che ne soffrono è il primo passo per ottenere cure migliori.
Hai mai avuto sintomi simili?
Scrivi la tua esperienza nei commenti o, se preferisci, raccontami il tuo percorso via email, lo pubblicherò in forma anonima. Insieme possiamo rompere il silenzio e dare voce a chi vive ogni giorno con l’endometriosi.
Un abbraccio,
Elena AspiranteMamma